Cos’è l’assertività?

Vi sono molte definizioni di assertività. Una di quelle maggiormente esplicative e semplici è:  la capacità di esprimere in modo chiaro e diretto le proprie opinioni, i propri bisogni e le proprie emozioni, cercando di mantenere nel contempo un rapporto positivo con gli altri. Essere assertivi non vuol dire pertanto solo esprimere ciò che si sente e si pensa , ma significa farlo, utilizzando modalità comunicative consapevoli e socialmente adeguate, sia dal punto di vista verbale che non verbale.

Assertività come punto di equilibrio fra aggressività e passività

 

 

 

L’assertività può essere concepita come un punto medio ideale posto tra due estremi opposti: il polo aggressivo ed il polo passivo. La persona che impiega uno stile aggressivo ottiene ed esprime ciò che vuole, che pensa e che sente, ma lo fa senza tener conto dell’altro, della sua sensibilità e dei suoi desideri. Tende ad imporsi agli altri, costringendoli a seguirlo nei suoi bisogni, in modo diretto (aggressivo), o indiretto (ad esempio facendo leva sul senso di colpa). La persona passiva invece si è abituata ad assecondare i bisogni degli altri, soprattutto per timore del loro giudizio; talvolta vorrebbe dire di “no”, ma alla fine risponde “sì”, per il timore delle conseguenze e per il bisogno di accettazione. Le conseguenze negative per chi adotta questo stile sono spesso assai superiori a quelle positive: da un lato gli altri non attaccano il soggetto o non lo abbandonano, ma dall’altro la persona non riesce a soddisfare i propri bisogni (da qui l’insoddisfazione o i sintomi depressivi) e si sente sempre in balìa delle decisioni altrui (da qui talvolta i sintomi ansiosi).

 

 

Assertivi…. si diventa

Accade di frequente che molte persone con difficoltà interpersonali attribuiscano i loro problemi a fattori di personalità (ad esempio “sono timido”), piuttosto che ad elementi di apprendimento con l’ambiente. Chi ha questo tipo di difficoltà non ha sviluppato un idoneo repertorio di azioni adattive, (imparando ad esempio ad evitare le situazioni temute) sviluppando così poca dimestichezza in molte situazioni sociali ed un repertorio di autoconvincimenti che favoriscono l’ansia sociale. Ad esempio “se dico quello che penso ho paura che gli altri possano giudicare male e mettere da parte”; “Se rispondo di no, gli altri potrebbero pensare che sono un egoista”. Frasi come queste sono molto comuni e testimoniano come le inibizioni delle persone siano per lo più solo delle costruzioni sociali.

 

 

Seguire un percorso psicologico per incrementare il proprio comportamento assertivo conduce la persona al raggiungimento di obiettivi come:

  • Imparare ad analizzare meglio i propri comportamenti e leggere quelli altrui;
  • Saper comunicare con gli altri con maggior sicurezza ed efficacia;
  • Incrementare le abilità interpersonali;
  • Affrontare con maggior fiducia le situazioni problematiche;
  • Apprendere tecniche e strategie per imparare a fare richieste, a dire di no, ad esprimere le proprie opinioni e i propri bisogni.

 

 

Come disse il Mahatma Gandhi:

Un no pronunciato con convinzione è molto meglio di un sì pronunciato unicamente per compiacere o, ancora peggio, per evitare problemi”.

 

 

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